L’occhio occulto dei Big Data

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Recentemente si sente parlare di Big Data, un termine informatico molto abusato di cui però non si conosce fino in fondo il vero significato.

Per capire cosa realmente siano i Big Data basta tradurre letteralmente il termine dalla lingua inglese: grandi o grossi dati.

Definizione di big data

I big data sono dati che superano i limiti degli strumenti database tradizionali, ma con questo termine si intendono anche le tecnologie finalizzate ad estrarre da essi conoscenze e valore.

In pratica, potremmo definire big data l’analisi di quantità incredibilmente grandi di informazioni.

In considerazione della loro enorme estensione in termini di volume, ma anche delle loro intrinseche caratteristiche velocità e varietà, i big data richiedono tecnologie e metodi analitici specifici che possano portare all’estrazione di valori di interesse.

L’analisi corretta dei big data ha l’obiettivo principale di estrarre informazioni aggiuntive rispetto a quelle che ottenibili da piccole serie di dati.

Ormai da diversi anni, l’argomento dei big data è ritenuto particolarmente interessante da molte aziende, e gli investimenti in questo senso sono sempre più importanti.

Perché i big data sono importanti?

I big data sono importanti perché le economie forti sono molto motivate dall’analisi di enormi quantità di dati.

E se si considera che sono circa 4,6 miliardi gli smartphone attivi al mondo e 2 miliardi di persone utilizzano internet è facile comprendere quante informazioni di incredibile importanza possano essere estratte dai big data.

Fin qui tutto sembrerebbe piuttosto semplice se non fosse che, nella realtà, dietro ai Big Data si celano enormi quantità di informazioni che la trasformazione digitale del business sta facendo circolare dentro e fuori dalle aziende.

Tanto per avere un’idea di cosa stiamo parlando, secondo gli esperti, i Big Data se ben gestiti, possono generare qualcosa come 600 miliardi di dollari di profitti.

Ma come si generano questi dati ? Chi sono i detentori delle informazioni? Che uso ne viene fatto?

Chi sono gli attori in gioco?

Per consegnare queste risposte è fondamentale capire quali siano gli attori in gioco.

Partiamo dal fatto che l’intelligenza artificiale si nutre di dati grezzi che vengono raccolti mediante i nostri comportamenti durante la connessione alla rete e l’utilizzo dei dispositivi elettronici come: smartphone, tablet, carte di credito, gli orologi intelligenti e così via.

Inconsapevolmente nelle azioni che compiamo abitualmente tramite l’accesso a internet e l’uso dei software, immettiamo nell’etere informazioni legate alla sfera personale, tracciando in questo modo per sempre la nostra impronta digitale.

I Big Data rappresentano, quindi, un nuovo sistema di raccolta dei dati che ha rivoluzionato il mondo del marketing.

Il valore delle informazioni

Per il settore in questione, poter attingere a informazioni elaborate da algoritmi, capaci di analizzare variabili in pochissimo tempo, ha favorito un nuovo modo di lavorare capace di soddisfare e condizionare i bisogni del cliente.

È sulla base dell’interesse di ciascuno che, infatti, le aziende, gli enti, le istituzioni, le corporazioni riescono a suggerire i prodotti, le idee, i servizi più adatti agli scopi degli utenti e persino a condizionare la volontà.

Analizzando i comportamenti d’acquisto, ovvero lo scontrino pagato con la carta fedeltà anziché con la carta di credito o da una telefonata che arriva a un Call Center, oppure semplicemente da una ricerca fatta su internet su un modello di automobile anziché un altro, tutte queste informazioni possono definire un’offerta mirata a misura di individuo.

Inoltre, i Big Data intervengono anche sullo studio della sfera privata delle persone, la maggior parte di noi, non ha idea di quanto Google e Facebook e più genericamente i Social Network sappiano delle nostre generalità, sulla vita dei nostri amici, gli amori, le passioni, i sogni e i bisogni di ciascuno.

Si tratta di dati analizzati da nuove tecniche chiamate Sentiment Analysis con le quali si intercettano le nostre emozioni, i nostri sentimenti.

Metodologia questa, spesso usata in campo politico allo scopo di sondare le preferenze e indirizzarle al voto.

Conclusioni

È senz’altro vero che la scarsa conoscenza informatica connessa a fenomeni multimediali di massa, ci lascia oggi impreparati, ma sarà nostro compito riuscire a capire se la proprietà intellettuale del dato esista soltanto al termine di un processo di analisi o intervenga già prima.

Solo con la consapevolezza e la conoscenza potremo scegliere liberamente.