Come recuperare la password di windows 10?

Se hai dimenticato la tua password per accedere a Windows 10 può essere un bel problema. Il sistema operativo di Microsoft, infatti, non ti farà accedere al tuo account finché non sarà sicuro della tua identità. Questo perché chiunque riesca ad accedere al tuo account, se si tratta di un account di amministratore del sistema, può letteralmente rivoltare come un calzino il tuo PC o laptop.

L’autenticazione, quindi, è una cosa seria e per questo Microsoft ha previsto sofisticate procedure per resettare la password di Windows 10 nel caso tu l’abbia dimenticata. Per la precisione le procedure sono due, come due possono essere gli account da verificare: o hai un account locale, o hai un account Microsoft. In entrambi i casi, se hai perso la password, l’unica cosa che puoi fare è chiedere al sistema operativo una nuova parola chiave. Ecco come fare.

Resettare la password di un account locale di Windows 10

La maggior parte degli utenti di Windows 10 non ha un account Microsoft, ma semplicemente un account locale registrato sul proprio computer. Tramite il nome utente e la password registrati sul computer A puoi accedere al computer A, tramite quelli registrati sul computer B accedi alla macchina B e così via. Per questo una delle prime cose da fare quando si installa Windows 10, o si accende per la prima volta un PC nuovo con questo sistema operativo, è proprio configurare la procedura di reset della password.

Per farlo devi andare su Impostazioni > Account > Opzioni di accesso > Aggiorna le domande di sicurezza. Cioè le domande che Windows ti farà per essere sicuro che sei tu a voler resettare la password. Dopo aver inserito l’attuale parola chiave potrai scegliere tre domande che ti verranno chieste e inserire le tre risposte giuste. Quando in futuro non ricorderai la password e la inserirai sbagliata nella schermata iniziale di Windows 10, potrai scegliere l’opzione “Reimposta password“. Prima di fartelo fare, però, Windows ti farà quelle tre domande e pretenderà tre risposte esatte.

Resettare la password di un account Microsoft di Windows 10

A differenza di un account locale, l’account Microsoft ti permette di accedere con una sola identità a tutti i tuoi dispositivi con sistema operativo Microsoft. Inoltre, con le stesse credenziali puoi entrare su Outlook.comOneDriveMSNOffice OnlineXbox Live e Skype. Puoi resettare la password di un account Microsoft direttamente dal tuo PC o accedendo da un altro dispositivo al sito dell’azienda dedicato agli account. Prima dell’update di aprile 2018 di Windows 10 Microsoft costringeva gli utenti a creare un disco su chiavetta USB per resettare l’account dal proprio PC, mentre adesso bastano le famose tre domande e tre risposte.

Per resettare la password di un account Microsoft direttamente dal proprio computer, dopo aver inserito la password sbagliata e aver ricevuto il messaggio d’errore, bisogna cliccare su “Ho dimenticato la mia password“. Si aprirà una schermata blu dove dovrai inserire il nome del tuo account Microsoft e inserire il CAPTCHA di lettere e numeri. Nella schermata successiva Windows 10 ti chiederà come inviarti il codice necessario a resettare la parola chiave: tramite e-mail, tramite SMS o tramite chiamata al tuo numero di cellulare. La e-mail e il numero di cellulare sono quelli che hai impostato alla creazione dell’account. Una volta scelto il metodo e ricevuto il codice, lo devi inserire e poi potrai scrivere una nuova password.

Dal sito degli account Microsoft puoi fare la stessa identica procedura, ma puoi anche risolvere un problema: che succede se la tua e-mail e il tuo numero di cellulare sono cambiati e non puoi più accedervi per leggere il codice? In questo caso puoi scegliere l’opzione “Nessuna di queste” e inserire un nuovo indirizzo e-mail al quale vuoi che ti venga inviato il codice di sblocco. Ma questo indirizzo va verificato, altrimenti chiunque potrebbe cambiare la tua password. Dopo che hai inserito il codice, infatti, il sito di Microsoft ti farà alcune domande per cercare di capire se sei veramente tu. Ad esempio, una password precedente che ancora ricordi. Poi ti chiederà un indirizzo e-mail al quale hai mandato in passato almeno un messaggio.

A questo punto Microsoft manderà un messaggio al nuovo indirizzo e-mail che hai inserito per comunicarti se le informazioni che hai fornito sono sufficienti per confermare la tua identità e resettare la password. Se lo saranno, potrai finalmente modificare la parola chiave del tuo account Microsoft e accedere al tuo computer con Windows 10.

Amazon presto adotterà Bitcoin come mezzo di pagamento

Dal settimanale tedesco Die Welt arrivano nuove indiscrezioni relative alla possibilità che Amazon adotti presto il Bitcoin come mezzo di pagamento sulla sua piattaforma di e-commerce.

Die Welt riporta fonti vicine alle aziende fintech californiane, in particolare alcune dichiarazioni presenti in un report prodotto da James Altucher, tycoon, manager di hedge funds e fondatore di alcune startup nel settore della finanza online che darebbero per imminente l’annuncio da parte di Amazon.

Se le notizie fossero confermate Amazon si posizionerebbe come leader nell’innovazione e prima global company ad accettare Bitcoin su larga scala. Già oggi è possibile pagare con Bitcoin gli acquisti di Amazon per mezzo di servizi terzi. E’ quindi probabile che Amazon voglia attivare direttamente il servizio.

Intanto, oggi la quotazione del Bitcoin ha raggiunto e superato il supporto dei 7.500 USD e viaggia con velocità impressionante verso il prossimo traguardo dei 10.000 USD. L’adozione da parte di Amazon non potrà che spingere la diffusione della criptomoneta verso nuovi livelli.

Meglio un diplomato di ieri che un laureato di oggi

Uno studio Ocse rileva un generale impoverimento della preparazione scolastica

Sempre più studenti scrivono male in italiano. Non è una questione politica ma un’opinione sempre più diffusa e ora sancita da una presa di posizione netta di 600 professori universitari, accademici della Crusca, storici, filosofi ed economisti.

Il folto gruppo di puristi della lingua italiana lo hanno messo nero su bianco in una lettera indirizzata al Governo e al Parlamento in cui chiedono “misure urgenti” per rimediare alla situazione che in alcuni casi diventa un fenomeno addirittura imbarazzante.

La lettera ha fatto nascere il sorriso nelle generazioni adulte, testimoni evidenti degli strafalcioni grammaticali e geografici di figli e nipoti. Un fenomeno salito alla ribalta in Parlamento con diversi giovani politici che regolarmente inciampano con i congiuntivi e le capitali dei Paesi esteri. La lettera nasce dal fatto che in passato la scuola italiana preparava meglio ed educava di più i suoi studenti. Anche in una situazione in cui oggi come oggi diventare insegnante è di gran lunga più difficile che in passato.

Oltre che nelle sedi istituzionali e pubbliche il dibattito si sposta in famiglia e sono sempre più frequenti i confronti accesi tra figli e genitori.

Ciascuna delle due fazioni adduce, volta per volta, motivazioni apparentemente inattaccabili.

La scuola è cambiata; la tecnologia caratterizza sempre di più il mondo della formazione e oggi si studia in maniera interattiva.

Si dà molta importanza all’interdisciplinarietà e ai laboratori e si prendono seriamente in considerazione le lingue straniere. Un tempo, alzi la mano chi può testimoniare il contrario, mamme e papà conoscevano soltanto il metodo mnemonico.

A parte le lettere e le opinioni, più o meno accademiche, cosa c’è di vero in tutto questo? Lo spieghiamo attraverso una fonte molto autorevole, l’Ocse, che ha paragonato le rilevazioni del 1990 con quelle del 2012. Sembra che i genitori e i 600 sottoscrittori della lettera al Governo abbiano ragione; nel complesso, la tendenza è quella di un generale impoverimento della preparazione in tutte le materie. E il divario sembra peggiorare progressivamente di anno in anno.

Il fenomeno è questo: cresce il numero di laureati ma se si mette a confronto un diplomato di ieri con un laureato di oggi spesso lo scarto di preparazione, a vantaggio del diplomato, è imbarazzante. Un fenomeno negativo che caratterizza tutti i Paesi europei, nessuno escluso.

Lo studio dell’Ocse entra nel merito delle fonti di studio e nell’origine dell’informazione; una volta relegate nei libri di testo, oggi fondamentalmente nei motori di ricerca. Il danno maggiore, dice lo studio, sta nel fatto che Google è in grado di offrire già sintesi e analisi snaturando così il lavoro dello studente che non si abitua a esercitare la propria capacità critica.

Solo per citare uno dei dati che emergono chiaramente dallo studio Ocse, geograficamente parlando, in Giappone ci sono gli studenti più bravi in termini di comprensione linguistica, poi i finlandesi e gli olandesi.

Quali le cause di questa sciagurata situazione? I social. Facile a dirsi ma molto meno facile affermare che il problema sia tutto lì.

È vero, i social distraggono continuamente gli studenti sia durante le ore di lezione che a casa nel corso dello studio pomeridiano e serale. Però, c’è da dire, che anche i professori e i metodi di insegnamento sono molto cambiati e la modernità non ha portato soltanto svantaggi.

Molti degli studenti intervistati hanno elencato gli aspetti positivi del nuovo sistema scolastico, a iniziare dalla sostituzione del metodo mnemonico con quello logico.

By Livio Iacovella